Cronologia di un incubo

Dal 1985: secondo fonti verbali raccolte da residenti della piazza, con la prima proposta di localizzazione di parcheggio interrato in p.za S.Ambrogio e il relativo bando, una cooperativa di residenti formula diverse proposte progettuali per un parcheggio per residenti, i cui posti siano contenuti entro le 300 unità e la cui sede sia fuori dalla superficie della piazza, in rispetto del suo pregio (per esempio negli spazi liberi di via S. Agnese). L’Università Cattolica è interessata al progetto. Non ha esito il tentativo di acquistare il parcheggio già ultimato di via Olona 2, di proprietà privata. Durante un incontro tra rappresentanti del Comune di Milano e soci della cooperativa, convocati sul tema della relativa capacità finanziaria, emerge che la cooperativa di residenti ha una capacità finanziaria inferiore a quella al momento richiesta dal Comune. La sua proposta viene pertanto respinta e la cooperativa sciolta (2007), senza restituzione ai suoi soci dei fondi già versati.

30.6.2000: 1ª proposta per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo in project financing in piazza S. Ambrogio, Società Edera. La localizzazione viene respinta dalla Soprintendenza archeologica e dalla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici per la rilevanza del rischio archeologico, dato il consistente interesse dell’area (Cimitero paleocristiano “ad Martyres”). Anche l’Assessore Goggi (Assessore Trasporti e Mobilità della Giunta Albertini) si dichiara contrario.

10.1.2001: conclusione dell’iter di non accoglimento di questa proposta.

29.6.2001: nuova proposta delle Società Borio Mangiarotti, Botta, Edilda e Garage Velasca per un parcheggio a rotazione e per residenti in project financing. Col cambiamento (rispetto alla proposta precedente) dell’impresa proponente: VIA LIBERAal progetto. Progetto preliminare di 3 PIANI INTERRATI.

28.12.2001: il Sindaco di Milano viene nominato (con Ordinanza del Ministro dell’Interno n. 3171) Commissario straordinario al traffico. D’ora in poi i progetti vengono sottratti al regolare iter di approvazione attraverso i Consigli Comunale e di Zona. L’iter del progetto della Borio Mangiarotti – Botta – Edilda – Garage Velasca procede tutto per iniziativa del solo Sindaco-Commissario Albertini (localizzazione esclusa, approvata in Consiglio di Zona 1 dalla maggioranza il 4.3.2002 per lo scarto di un voto, all’interno del VI aggiornamento del Piano Urbano Parcheggi – delib. n. 58).

31.5.2002: 1ª Dichiarazione di Pubblico Interesse: (provvedimento commissariale¹ n. 31).

[Le note di rimando sono all’ultima pagina]

13.4.2003: proposta aggiornata: progetto di 4 PIANI INTERRATI. L’aggiunta di un piano vale come compensazione per la spesa imposta alle imprese dall’obbligo di eseguire scavi archeologici preliminari.

27.10.2003: 2ª Dichiarazione di Pubblico Interesse (provvedim. commissariale n. 234).

4.11.2003: indizione di gara (determina n. 330): sono 4 le Societàammesse. La gara sarà in seguito dichiaratadeserta, in quanto tutte le Società ammesse si ritireranno, lasciando in gara il solo proponente.

2.7.2004: delle Società promotrici risulta costituita un’apposita A.T.I., la cui capogruppo e mandataria è la Borio Mangiarotti. Dalla A.T.I. è eccettuata la Edilda, non più interessata.

8.9.2004: aggiudicazione al proponente (determ. n. 290).

28.12.2004: il Corriere informa del trasferimento a Potenza del Soprintendente di Milano ai Beni Archeologici, Prof. Angelo Maria Ardovino, che nel 2000 aveva respinto la localizzazione di piazza S. Ambrogio per la sua rilevanza archeologica. Gli succede, come reggente (dall’ 1.2.2005), la dott. Elisabetta Roffia. Questo avviene, relativamente all’iter di p.za S. Ambrogio, nell’intervallo di tempo tra la consegna della documentazione storico-cartografica alle Soprintendenze (utile per definire le prescrizioni relative agli assaggi archeologici preliminari) e la consegna dell’area alle imprese proponenti per gli scavi stessi.

4.4.2005: consegna dell’area alle imprese costruttrici per eseguire gli scavi archeologici di assaggio, secondo le prescrizioni della Soprintendenza. In cinque saggi effettuati vengono rinvenuti reperti di varie epoche, tra cui i più antichi risalgono al Coemeterium ad Martyres di ambrosiana (Epistula LXXVII alla sorella Marcellina) e agostiniana memoria (Confessiones, VI, 2 e IX, 7,16).

5.12.2005: PARERE NEGATIVO della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano (arch. Alberto Artioli): “incompatibilità di un parcheggio nelle immediate vicinanze della Basilica di S. Ambrogio”; “inopportuna e non condivisibile la realizzazione dell’opera”. Il Soprintendente sottopone la questione alla valutazione del Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici, in considerazione della “delicatezza del tema”, che coinvolge la loro Istituzione “negli aspetti della tutela e nella coerenza della propria azione amministrativa”.

13.2.2006: Conferenza dei Servizi per l’acquisizione dei pareri finalizzati a valutazione e approvazione del progetto definitivo. PARERE FAVOREVOLE, con richiesta di modifiche minime e marginali, secondo prescrizioni, da parte della Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici. Sorprende la comunicazione della Direzione Regionale: il Direttore Regionale (arch. Carla Di Francesco), infatti, fa direttamente e completamente suo il parere consultivo, non necessario, del Comitato ministeriale di settore (13.1.2006), cui ha chiesto di esprimersi sul progetto, e scavalca, senza menzionarlo, il parere negativo, già espresso e vincolante, della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Milano. Con riferimento soltanto al parere della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia e a quello del Comitato ministeriale di settore, esprime, quindi, PARERE FAVOREVOLE alla realizzazione dello scavo per il parcheggio. Oltre a qualche modifica progettuale sulla posizione di rampe e griglie di aerazione, viene prescritta dalla Direzione Regionale la riqualificazione di una più ampia area in superficie, come compensazione dell’intervento edilizio progettato di forte impatto e portata. In risposta, la Società proponente chiede al Comune, come condizione per compensare gli oneri che ne derivano, di poter realizzare un 5º PIANO INTERRATO con relativa cessione del diritto di superficie.

12.4.2006: approvazione schema di Convenzione di concessione e contestuale cessione del diritto di superficie, approvazione progetto definitivo (provv. commissariale n. 588), con previsione di future modifiche al momento non ancora elaborate (secondo le prescrizioni della Direzione Regionale per i beni culturali) e aggiunta al progetto di un 5° piano interrato. Il Comune viene vincolato al pagamento di penali in caso di revoca del progetto.Con la concessionealle imprese del diritto di superficie, piazza S. Ambrogio diventa di fatto area privata. La piazza per eccellenza dei milanesi, la cui funzione è storicamente legata all’uso pubblico, di spazio liturgico e devozionale intorno alla basilica, ufficialmente non appartiene più del tutto alla città.

20.4.2006: stipula con atto ufficiale davanti al notaio della Convenzione tra il Comune di Milano e l’Associazione di imprese costruttrici, con contestuale cessione del diritto di superficie.

29.5.2006: a Gabriele Albertini succede come Sindaco di Milano Letizia Moratti.

22.7.2006 – affissione di cartelli nella piazza: DIVIETO DI SOSTA PERMANENTE PER REALIZZAZIONE PARCHEGGIO INTERRATO.

23.7.2006 – in un articolo del Corriere, cronaca di Milano (a firma Simona Ravizza), sulle proteste dei cittadini in opposizione all’apertura del cantiere, si riporta la dichiarazione del Direttore Regionale per i beni culturali, arch. Carla Di Francesco: «un posteggio sotto una piazza storica è sconsigliabile. Ma la sua realizzazione è una decisione politica. (…)».

25.7.2006: AVVIO CANTIERE di scavi archeologici preliminari sulla totalità dell’area interessata dal progetto.

In un articolo pubblicato sul Corriere, cronaca di Milano, 8.9.2006 (a firma Gianni Santucci), il responsabile della Società Lombarda di Archeologia, incaricata degli scavi, dichiara, parlando in generale: «in realtà a Milano gli scavi non sono quasi mai dettati da esigenze di ricerca e conoscenza, ma piuttosto dalle bonifiche preventive per la nuova edilizia». Anche questi scavi archeologici appaiono non come ricerca, con lo scopo di formulare, sulla base dei suoi esiti, un parere sulla fattibilità del progetto, ma si configurano fin da subito come prima fase di realizzazione del parcheggio (nel cui cronoprogramma di realizzazione sono compresi), finalizzati alla definitiva rimozione degli eventuali reperti, così che non ostacolino in seguito la prosecuzione dei lavori edilizi.

Agosto 2006: viene nominato Soprintendente ad interim per i beni archeologici della Lombardia il dott. Luigi Malnati.

4.8.2006: presentazione al Comune da parte delle imprese costruttrici del NUOVO PROGETTO DEFINITIVO con VARIANTI, in soddisfacimento alle prescrizioni della Direzione Regionale per i beni culturali (interramento della rampa, abbassamento delle griglie di aerazione, estensione dell’area di riqualificazione in superficie) e con l’aggiunta del 5° piano interrato.

7.8.2006 e 20.9.2006: i “Cittadini impegnati nella tutela di piazza S. Ambrogio” depositano in Procura un esposto relativo ai pareri favorevoli accordati al progetto dagli organi istituzionali di tutela, perché venga valutata l’eventuale violazione delle norme di tutela legislative. Italia Nostra lo fa suo, nella persona del Presidente Nazionale Carlo Ripa di Meana.

29.9.2006: provv. commissariale n. 624. Il provvedimento avvia il riesame del progetto di 26 parcheggi interrati del Piano Urbano Parcheggi. Il parcheggio di piazza S. Ambrogio non rientra nei progetti da riesaminare: il provvedimento si limita all’istituzione con atto commissariale del Sindaco² di una COMMISSIONE CONSULTIVA DI GARANTI (arch. Alberto Ferruzzi, arch. Roberto Peregalli, arch. Marco Romano, prof. Angelo Bugatti e, in un secondo tempo, arch. Gregorio Caccia Dominioni) per la revisione del progetto di riqualificazione della piazza. Il compito della commissione non è, quindi, quello di esprimersi sulla realizzazione o meno del parcheggio, già data per acquisita. Del resto la maggioranza dei membri scelti si è già da tempo dichiarata pubblicamente favorevole al progetto, al punto da apparire garante più della realizzazione del progetto che non della piazza.

25.1.2007: sopralluogo della Commissione Comunale Infrastrutture – Lavori pubblici al cantiere di scavi archeologici: alcuni consiglieri sia di maggioranza sia di minoranza prendono posizione contro la realizzazione del parcheggio, tanto più apprendendo che i piani interrati in progetto sono passati da tre a cinque, aumento di cui non erano informati.

30.1.2007: la Deim s.r.l. – Servizi Immobiliari, agenzia dell’impresa costruttrice per la vendita dei box, “viste le ripetute notizie stampa e gli appelli contro la costruzione del parcheggio”, invia una lettera agli acquirenti (per ora prenotatari) per promuovere un comitato “Pro parcheggio di Sant’Ambrogio”. Vi è allegato, in modulo prestampato da sottoscrivere, un appello ad alcune autorità istituzionali, perché considerino la realizzazione del parcheggio quale valorizzazione della piazza.

8.2.2007: pubblicazione sul sito Internet del Comune di Milano della relazione elaborata dalla Commissione consultiva di garanti (denominati “saggi”), istituita il 29.9.2006. Così si conclude la relazione: “sarà per questo necessario estendere il parcheggio anche davanti alla caserma e all’Università”, una proposta, quindi, di ampliamento del parcheggio sotterraneo a tutta intera la piazza (!), proposta che non avrà, poi, seguito.

Gennaio – Febbraio 2007: la stampa dà ampio risalto al dibattito sul progetto, dopo la sottoscrizione di una lettera aperta da parte di una ventina di personalità della cultura milanese, contrarie alla sua realizzazione, e la ribadita presa di posizione dell’Assessore alla Cultura Sgarbi, per cui la concessione data dal Comune è un errore, una delibera contro la civiltà e la cultura cristiana, colpite in uno dei loro luoghi di più alto valore simbolico.

15.2.2007: seduta di Giunta (presente l’Assessore alla Salute Carla De Albertis, alla cui famiglia fa capo l’impresa costruttrice capogruppo Borio Mangiarotti), in cui prevale come linea d’indirizzo quella di far proseguire la realizzazione del parcheggio. Le opinioni dell’Ass. Sgarbi sono definite dal sindaco “espresse a titolo personale”. Il Corriere (16.2) riporta lo scambio di battute polemiche tra gli Assessori Sgarbi e De Albertis sul fatto che lei sia sorella del costruttore del parcheggio.

20.2.2007: in una nuova seduta della Commissione Infrastrutture – Lavori pubblici a Palazzo Marino appare prevalente l’opposizione dei consiglieri alla realizzazione del progetto, ma l’indirizzo di Giunta, espresso pochi giorni prima a suo favore, sembra essere stato reso noto con voluta rapidità per vanificare qualsiasi dissenso.

Gennaio 2008: la Direzione Regionale per i beni culturali viene assunta dal dott. Gino Famiglietti, che succede all’arch. Carla Di Francesco.

3.4.2008: conclusione indagini archeologiche preliminari. Per la Soprintendenza queste indagini non hanno evidenziato nessun resto archeologico che possa modificare il perimetro del parcheggio. La Soprintendente incaricata (dott. Anna Ceresa Mori) ha da tempo affermato che i ritrovamenti effettuati (di cui non saranno disponibili relazioni fino a scavi ultimati) non sono rilevanti. In ogni caso l’elemento archeologico, in sé non predominante relativamente all’importanza di questo luogo, continua ad essere il solo preso in considerazione, secondo l’assioma che in assenza di reperti di rilievo il parcheggio può essere realizzato. Mai viene tenuto presente che il Codice dei beni culturali classifica come beni culturali le pubbliche piazze di interesse artistico o storico (art. 10), sottoponendole a tutela per questo solo interesse, in quanto valore in sé.

17.4.2008: assume il ruolo di Soprintendente ad interim per i beni archeologici della Lombardia il dott. Umberto Spigo, che succede al dott. Luigi Malnati.

4.6.2008: individuazione, nel corso di una riunione tecnica, di un progetto definitivo di sistemazione delle superfici, sulla base dei pareri delle Soprintendenze e della Commissione consultiva dei garanti. L’approfondimento della proposta progettuale riguarda soltanto le modalità della sua realizzazione. Ma la realizzazione in sé del progetto in nessun modo viene messa in discussione.

1.8.2008: le imprese costruttrici presentano al Comune la variante al progetto definitivo (già approvato, il progetto definitivo, il 12.4.2006), cioè l’aggiunta del 5° piano interrato (ad uso privato), un diverso sistema costruttivo (top-down al posto dei tiranti, in conseguenza della mancata autorizzazione al loro ancoraggio da parte dei residenti della piazza nel sottosuolo di loro proprietà), una diversa sistemazione delle superfici.

25.11.2008: la Direzione Regionale per i beni culturali viene assunta dal dott. Mario Turetta, in seguito alle dimissioni del dott. Gino Famiglietti.

10.12.1008: nuova Conferenza dei Servizi, in attuazione delle modifiche progettuali elaborate. La Direzione Regionale per i beni culturali, visto il parere della Soprintendenza per i beni archeologici e sentita la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, esprime PARERE FAVOREVOLE, prescrivendo l’ultimazione degli scavi archeologici non conclusi, la musealizzazione della sezione stratigrafica dello scavo, da accompagnare con apparato didattico, una soluzione progettuale condivisa quanto a sistemazioni esterne, arredo e pavimentazione.

7.5.2009: le imprese trasmettono al Comune gli elaborati progettuali costituenti la variante, in attuazione delle prescrizioni della Conferenza dei Servizi.

12.1.2010: la Soprintendenza per i beni architettonici (arch. Alberto Artioli) approva il progetto, per quanto di competenza, prescrivendo sopralluoghi di controllo sulla scelta e la posa della pavimentazione lapidea.

15.1.2010: la Soprintendenza per i beni archeologici (diretta dalla Dott. Raffaella Poggiani Keller, succeduta nel luglio 2009 al dott. Umberto Spigo) conferma il suo parere favorevole sulla musealizzazione della sezione stratigrafica dello scavo, con apparato didattico, nei primi due piani interrati del parcheggio.

1.2.2010: la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici (dott. Mario Turetta) rilascia l’autorizzazione sul progetto esecutivo delle sistemazioni superficiali (progetto anticipato rispetto alla progettazione esecutiva complessiva), a condizione che vengano forniti dettagli sulla pavimentazione prevista per parte della piazza e venga presentato un consuntivo scientifico dei lavori, prima, durante e dopo la loro esecuzione.

1.4.2010: subentra a capo della Direzione Regionale per i beni culturali la dott. Caterina Bon Valsassina, che prende il posto del dott. Mario Turetta dopo la sua richiesta di trasferimento.

14.4.2010: la Conferenza dei Servizi, per l’acquisizione di pareri, nullaosta e autorizzazioni alla variante al progetto definitivo (PROGETTO ESECUTIVO), si conclude con ESITO FAVOREVOLE. Dal verbale risulta prescritta alle imprese da parte della Direzione Regionale per i beni culturali la predisposizione per tutta la durata dei lavori di un sistema di monitoraggio dei parametri statici e dinamici della basilica, per controllare eventuali segnali di dissesto delle strutture.

11.6.2010: delibera di Giunta (n. 1748/2010), immediatamente eseguibile, del Comune di Milano, con cui vengono approvati variante generale al progetto definitivo, aggiornamento del piano economico-finanziario, atto ricognitivo/modificativo/integrativo della Convenzione stipulata il 20.4.2006.

L’assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici Bruno Simini, in un comunicato-stampa con allegate alcune immagini del rendering del progetto (ma non quelle di rampa e edicola/gabbiotto per scale e ascensori), afferma che rispetto alle “condizioni in cui versava il sagrato quando le macchine venivano parcheggiate ovunque e disordinatamente”, ora invece “grazie alla riqualificazione avremo piante, verde, meno auto, più vivibilità e rispetto per la sacralità di questo luogo simbolo di Milano”.

9.11.2010: ordinanza di archiviazione firmata dal GIP Gaetano Brusa del procedimento penale a carico del Sindaco di Milano Letizia Moratti, che traeva origine dall’esposto depositato dai cittadini e da Italia Nostra nell’estate 2006. La decisione del GIP è motivata con la ragione che la gestione del vincolo da parte della Soprintendenza implica una discrezionalità tecnica in pratica incensurabile in sede giurisdizionale, per cui l’autorizzazione formalmente regolare non può essere messa in discussione nel merito dal giudice penale e lecito è il comportamento della Giunta che vi si è attenuta.
In situazioni analoghe il GIP di Genova ha disposto (marzo 2011) il sequestro del cantiere per la costruzione di un parcheggio sotterraneo al parco dell’Acquasola, autorizzato dalla Soprintendenza, e a Modena, per l’analogo parcheggio che distrugge l’ippodromo ottocentesco, il GIP ha rigettato l’archiviazione (luglio 2011) chiesta dal P.M. per l’esposto depositato in merito. Le due decisioni si fondano sul comune presupposto che la conversione a tetto di pubblica autorimessa di un bene culturale è incompatibile con i vincoli di tutela e l’autorizzazione della Soprintendenza non vale a legittimare l’intervento vietato dal Codice dei beni culturali e sanzionato penalmente.
Nell’ordinanza di archiviazione del procedimento relativo a piazza S. Ambrogio si legge, a proposito dei Soprintendenti: “Artioli (Soprintendenza per i Beni Architettonici) ribadiva che, dopo che il suo iniziale parere negativo del 5.12.2005 era stato superato dalla decisione assunta dagli organi superiori, si era limitato a valutare il progetto della sistemazione superficiale che gli era stato sottoposto, concentrandosi sull’edicola e sulla rampa, nonché sui materiali utilizzati. Turetta (Direzione Regionale per i Beni Culturali) invece poneva l’accento sulla circostanza che il parere sulla esecuzione del parcheggio in Piazza S. Ambrogio non era stato dallo stesso rilasciato, avendo invero preso possesso del suo incarico solo alla fine di novembre 2008, solo pochi giorni prima la Conferenza dei Servizi del 10.12.2008 ed essendosi pertanto limitato a firmare atti preparati da altri”.

22.11.2010: avvio nel cantiere di piazza S. Ambrogio dei lavori di realizzazione del parcheggio sotterraneo.

27.5.2011: il candidato Sindaco Giuliano Pisapia afferma in campagna elettorale: “per piazza Lavater, Sant’Ambrogio o altre piazze molto belle che sono state deturpate da queste buche si interverrà facendo sospendere i lavori” (intervista a Corriere Tv condotta da Giangiacomo Schiavi, ripresa nel video al link http://www.youtube.com/watch?v=d_-JX6gTPzQ, al minuto 1.28). Queste affermazioni vengono riportate dal Corriere della Sera (Cronaca di Milano, pag. 3, articolo a firma Annachiara Sacchi) il 27 e 29 maggio 2011: “i lavori per i box in piazza Sant’Ambrogio saranno sospesi”.

30.5.2011: Giuliano Pisapia viene eletto Sindaco di Milano, succedendo a Letizia Moratti.

17.7.2011: sul Corriere appare l’articolo a firma Gianni Santucci e Andrea Senesi: “Sant’Ambrogio, costa troppo rinunciare al parcheggio. Penali tra i 5 e i 10 milioni. Decisione finale a settembre”.

20.7.2011: incontro di alcuni esponenti di Italia Nostra e dei Cittadini per le tutela di piazza S. Ambrogio con l’Assessore ai Lavori pubblici Lucia Castellano. L’Assessore condivide l’opposizione alla realizzazione del parcheggio, ma evidenzia l’impossibilità dell’Amministrazione Comunale di intervenire a fermarla, per l’alto costo di revoca (dieci milioni, da versare all’impresa costruttrice). Se, come osserva l’Assessore, si potesse promuovere una sottoscrizione internazionale privata per sostenere queste spese, l’Amministrazione potrebbe interrompere i lavori e revocare il progetto.

28.7.2011: appello di grandi personalità della cultura al Sindaco Pisapia, con una lettera aperta, perché revochi il progetto, affermando su piazza S. Ambrogio i principi di tutela che finora non sono stati fatti valere. L’appello viene pubblicato con una petizione pubblica on line al link:
http://www.petitiononline.com/1z2a3b4w/petition.html (da notare al n. 222 la firma del dott. Gino Famiglietti, Direttore Regionale per i beni culturali della Lombardia dal gennaio al novembre 2008, quando, chieste le dimissioni, lascia l’incarico).

24.10.2011: consegna al Sindaco Giuliano Pisapia dell’appello e della petizione pubblica perché revochi il progetto. Tra le ottocento firme si contano quelle note, di urbanisti, storici dell’arte, funzionari pubblici, rappresentanti di soprintendenze e associazioni, e quelle non note, di semplici cittadini, sensibili al valore della tutela della piazza. I contenuti dell’appello vengono resi noti, il giorno successivo, nel corso di una conferenza stampa, che viene ampiamente ripresa dai quotidiani locali. L’Amministrazione ribadisce sulla stampa l’impossibilità di fermare il progetto del parcheggio, pur criticandone la realizzazione, a causa degli alti costi di revoca. La richiesta dei firmatari di un incontro con il Sindaco, anche per chiarire l’effettiva entità di questi costi, non viene accolta.

23.11.2011: audizione dell’Assessore ai Lavori pubblici sul Piano Urbano Parcheggi, in presenza delle Commissioni Consiliari competenti. Per piazza S. Ambrogio l’Assessore ribadisce che la realizzazione del parcheggio non verrà interrotta: l’attuale Amministrazione Comunale non avrebbe mai realizzato un simile progetto, ma non può bloccarne l’esecuzione per i troppo elevati costi di revoca, non giustificabili e a rischio di condanna di fronte alla Corte dei Conti. L’unica possibilità di revoca è che siano i cittadini a sostenere questi costi con una raccolta di fondi privati. Nessuna risposta documentata viene, però, fornita alla richiesta di un calcolo effettivo di questi costi, né, come afferma l’Assessore, l’Amministrazione fermerà il procedere dei lavori nel cantiere. L’Assessore si impegna a discutere con il costruttore un intervento di “maquillage” sul cantiere, a mitigarne il pesante impatto sulla piazza.

24.11.2011: numerosi articoli vengono pubblicati sulla stampa locale in riferimento all’audizione dell’Assessore Castellano: la situazione di piazza S. Ambrogio viene messa in particolare risalto. Intitola Il Giorno (a firma Massimiliano Mingoia, edizione di Milano, pag. 1), a proposito del parcheggio: “L’assessore Castellano: piazza Sant’Ambrogio? Se non lo volete pagate voi la penale”.

9.12.2011: appello (sul Corriere della Sera, pag. 7 edizione di Milano) di Placido Domingo come Presidente di Europa Nostra: le istituzioni tutelino un luogo noto nel mondo.

22.12.2011: viene depositato in Procura un esposto dai Cittadini per la tutela di piazza Sant’Ambrogio: constatato che l’inizio dei lavori nella piazza ne sta mettendo a repentaglio l’integrità per fini non riconducibili a una sua valorizzazione e tutela, si chiede al giudice di intervenire immediatamente per porre rimedio al “danneggiamento su cosa di interesse storico” (art. 635, Codice Penale).

13.2.2012: nella prosecuzione dei lavori di cantiere, mentre si ultima lo scavo archeologico preliminare, incomprensibilmente non ancora compiuto, viene effettuato il ritrovamento di nuove tombe del Coemeterium ad Martyres. Lo riferisce il Corriere della Sera (14.2.2012, pagg. 1 e 8 dell’edizione di Milano, a firma Armando Stella). Il 16.2, nell’editoriale dell’edizione di Milano del Corriere, Marco Garzonio, Presidente della Fondazione Ambrosianeum, lancia l’idea di un referendum popolare, proponendo possibili progetti alternativi al parcheggio per una vera valorizzazione della piazza e dell’area archeologica dell’intera zona.

23.2.2012: sopralluogo della Commissione Comunale Lavori pubblici nel cantiere, alla presenza dell’Assessore ai Lavori pubblici Lucia Castellano e del costruttore Ing. Claudio De Albertis (che il Sindaco Pisapia ha nominato da pochi giorni Presidente della Triennale, nonostante le forti opposizioni, anche da parte dello stesso Assessore alla Cultura). Le affermazioni dell’Assessore Castellano sulla prosecuzione dei lavori di realizzazione del parcheggio, in considerazione del connotato non monumentale delle tombe recentemente rinvenute, non incontra unanime consenso politico e la posizione finora ufficiale del Comune, rappresentata da queste affermazioni, viene messa in discussione.
Nell’arco di pochi giorni si susseguono: il 6.3.2012 un appello di Italia Nostra al Ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi, sottoscritto da numerose personalità della cultura e docenti universitari, perché intervenga a tutela della piazza; il 16.3.2012 (Corriere della Sera, pagg. 1 e 6 dell’edizione di Milano, a firma Armando Stella) la proposta del costruttore Ing. De Albertis di eliminare dal progetto i due piani pubblici a rotazione, proposta, questa, senz’altro per lui vantaggiosa. Davvero remunerativi sono, infatti, per il costruttore i box in vendita, in una zona dove alto è il valore immobiliare, e tanto minore, anche per il Comune, è il vantaggio economico dei posti a rotazione da quando, introdotto il provvedimento Area C di limitazione del traffico privato in centro-città, tutto il settore dei parcheggi privati è entrato in crisi.
Le autorità istituzionali incaricate di decidere il destino di piazza Sant’Ambrogio continuano ad esprimere verbalmente disapprovazione per il progetto del parcheggio, ma di fatto si svincolano dalla responsabilità di fermarlo, attribuendosi l’un l’altra questo compito: il Sindaco Pisapia si rimette alle future sentenze della Procura e ai pareri della Soprintendenza (Corriere, Il Giorno, Repubblica, 26.2.2012), l’Assessore Castellano al parere della Soprintendenza che ha già definito povere e non monumentali le tombe recentemente rinvenute (Corriere, 14 e 24.2.2012), il Ministro Ornaghi si affida al Sindaco e alla sua Amministrazione (Repubblica on line, 12.3 e Il Giorno, 13.3.2012).
Nel frattempo molti dei parcheggi interrati progettati nel centro storico, e non solo, vengono ad uno ad uno revocati con molteplici delibere di Giunta (verrà revocato anche il parcheggio di piazza Fontana, su cui la Soprintendenza per i beni architettonici si era espressa negativamente nella stessa nota del 5.12.2005, in cui aveva dato parere negativo anche per il progetto di piazza S. Ambrogio).

19.4.2012: viene approvata senza voti contrari in Consiglio Comunale la mozione con cui i Consiglieri Marco Cappato (Gruppo Radicale-Federalista europeo, sostenuto dai Radicali per Sant’Ambrogio e dal loro portavoce arch. Lucio Bertè) e David Gentili (Partito Democratico) chiedono una pausa di ripensamento sulla realizzazione del parcheggio e la tutela, attraverso soluzioni condivise, dell’integrità di piazza Sant’Ambrogio. La mozione chiede che venga avviato uno specifico procedimento per la dichiarazione dell’interesse culturale del luogo (l’antico Coemeterium ad Martyres) da parte degli organi di tutela e propone la realizzazione di un Giardino della Memoria, che celebri i martiri di ogni tempo per la libertà di espressione di ogni fede e credo.

23.4.2012: richiesta di archiviazione da parte del Pubblico Ministero per l’esposto depositato in Procura dai Cittadini per la tutela di piazza S. Ambrogio il 22.12.2011. A metà maggio viene depositata in Procura dai Cittadini per la tutela di piazza S. Ambrogio l’istanza di opposizione all’archiviazione.

24.7.2012: il Consiglio della Regione Lombardia approva all’unanimità una mozione, sostenuta dai Radicali per Sant’Ambrogio, di contenuto analogo a quella approvata in Consiglio Comunale il 19.4.2012.

7.9.2012: il Corriere della Sera (pagg. 1 e 3 dell’edizione di Milano) riporta la notizia del ritrovamento di nuove tombe del Coemeterium ad Martyres nell’area del cantiere. Resta il dubbio sul perché la Soprintendenza ai beni archeologici abbia autorizzato l’avvio dei lavori di realizzazione del parcheggio, nonostante gli scavi archeologici preliminari (inizialmente prescritti sulla totalità dell’area) non siano stati portati a termine, tanto più considerando che il cantiere è rimasto fermo per lunghi periodi.

23.11.2012: seduta congiunta delle Commissioni Consiliari Cultura e Lavori pubblici, per chiarire le relative posizioni dopo l’approvazione della mozione del 19.4.2012. In assenza dell’Assessore alla Cultura, l’Assessore ai Lavori pubblici Lucia Castellano ripete il dissenso dell’attuale Amministrazione alla realizzazione del parcheggio in piazza S. Ambrogio, considerato una ferita per la città, ma ribadisce l’impossibilità di fermarlo per motivi giuridico-finanziari, sottolineando come gli organi di tutela, ancora in una recente nota, abbiano evidenziato la scarsa rilevanza anche dei reperti archeologici da poco rinvenuti. La posizione dell’Ass. Lucia Castellano è vivamente contestata dalla sua stessa maggioranza. Violenti gli attacchi alle Soprintendenze, tacciate di latitanza.

Per quattro volte (16.12.2012, Natale, Capodanno e 13.1.2013), oltrepassate le recinzioni, con conseguente denuncia, il portavoce dei Radicali per Sant’Ambrogio, arch. Lucio Bertè, dà vita all’interno del cantiere (che a Natale occupa per 55 ore consecutive) a una rievocazione del Coemeterium ad Martyres, rappresentato da una distesa di croci bianche costruite con materiali del cantiere. L’obiettivo è di sollecitare la comune riflessione sulla proposta di realizzare nella piazza il Giardino della Memoria dei martiri e per la libertà religiosa, in occasione del centenario dell’Editto di Milano, proposta alternativa al parcheggio e consona alla natura del luogo, in ottemperanza all’art. 20 del Codice dei beni culturali.

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note:

  1. provvedimento del solo Sindaco Gabriele Albertini, in virtù dei poteri commissariali straordinari al traffico, poteri conferiti al Sindaco di Milano con Ordinanza del Ministro dell’Interno a partire dal 28.12.2001 e successivamente rinnovatigli fino al 30.9.2006.

  2. provvedimento commissariale n. 624 del Sindaco Letizia Moratti, datato 29.9.2006, cioè il giorno dello scadere dei poteri commissariali straordinari conferiti al Sindaco di Milano e, quindi, a lei trasmessi dal momento della sua elezione. Di questi poteri straordinari in materia di traffico (di cui non chiederà il rinnovo) il Sindaco Moratti non si è servita, escluso questo provvedimento, né li ha utilizzati, come poteva fare e si sperava intendesse, per revocare questo progetto, patteggiando le penali con le imprese concessionarie.

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