Coemeterium ad Martyres: tale ritorna piazza Sant’Ambrogio a Natale su iniziativa dei Radicali per Sant’Ambrogio

Pubblicato: dicembre 29, 2012 in Uncategorized
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croci santambrogio-2“No parking against christian Martyrs”.
“Il cimitero è l’identità di questo luogo”. Con questi principi il portavoce dei Radicali per Sant’Ambrogio Lucio Bertè, architetto obiettore di coscienza come lui stesso si definisce, ha dato vita per 55 ore tra la notte di Natale e la mattina del 27 dicembre a una nuova iniziativa di protesta contro il parcheggio sotterraneo in fase di costruzione. Il 56° giorno di sciopero della fame, per avere dal Ministero entro dicembre il nomenclatore per i malati di SLA, non l’ha fermato.
La sera di S. Stefano piazza Sant’Ambrogio e la spianata del cantiere, a circa 6 metri sotto il livello stradale, apparivano una suggestiva distesa di croci bianche ai piedi delle quali i piccoli lumi accesi evocavano, non senza suscitare emozione, i tempi della Milano imperiale, quando, esattamente in quel luogo allora area cimiteriale, si recava onore alle tombe, come S. Agostino nelle Confessioni racconta facesse anche la madre Monica.
A superare la recinzione del cantiere, a compiere, quindi, un atto di illegalità, l’arch. Lucio Bertè è stato spinto dall’urgenza di “comunicare un’idea forte”: l’esigenza di “mobilitarsi su un bene universale, nel senso che non riguarda né un quartiere, né la città di Milano, né solo la Lombardia”. “C’è anche un altro valore da rispettare – ha detto – che è il valore storico, che sono i valori identitari di un luogo e noi, quindi, difendiamo dei valori immateriali, spirituali, che però credo siano anche quello che rende la vita degna di essere vissuta, perché non si vive di soli parcheggi. Noi non siamo contro i parcheggi interrati, però devono essere fatti nei posti giusti e senza distruggere un luogo storico come questo”.
Ecco allora l’appello, espressamente rivolto agli studenti di architettura, per l’affermazione di un diverso modo di concepire oggi l’architettura e difenderne il futuro: “Qui c’è il futuro dell’architettura: se non si parte dal rispetto dello spirito dei luoghi – e qui di spirito ce n’è in abbondanza veramente – allora non ci sarà mai la bella e la buona architettura dei nostri padri. Noi ammiriamo tanto le bellezze di Italia, ma la cosa bella veniva fatta perché c’era chi studiava il significato dei luoghi, la terra, le acque, l’esposizione, l’orientamento rispetto al cielo. Allora o ritorniamo a queste cose o il futuro per l’architettura non ci sarà, se non la misera architettura, l’edilizia che oggi fanno. O si riparte dalle radici, quindi dalla matrice che è sempre qualcosa di spirituale, o non se ne esce.”
Lucio Bertè sottolinea che “la sensibilità sarebbe enorme su questo tema”, ma “il problema è l’informazione” che ha “silenziato” i Radicali per Sant’Ambrogio. Da qui la sua determinazione a rompere quello che definisce “un muro di silenzio”, lo stesso che ha avvolto la mozione con cui alla fine di luglio il Consiglio Regionale della Lombardia aveva approvato all’unanimità il progetto di realizzare nella piazza in alternativa al parcheggio (destinazione incompatibile col valore storico-artistico del luogo tutelato dalla Costituzione) il Giardino della Memoria dei Martiri e della libertà religiosa. Analoga mozione aveva approvato in aprile anche il Consiglio Comunale di Milano, ma senza seguito. “Sono qui – ha dichiarato l’arch. Lucio Bertè, consigliere regionale della Lombardia dal 2002 al 2005 – per far rispettare l’onore del Consiglio Regionale e anche quello del Consiglio Comunale”.
La proposta del Giardino della Memoria, indubbiamente più consona alla natura della piazza storica e di alto valore simbolico, parte dalla considerazione che “sono ancora vivi nel loro messaggio più importante quelli che sono morti” e che per i valori umani che i martiri hanno rappresentato “non esiste il tempo: possono essere morti duemila, tremila, cinquemila anni fa, non ha importanza. Il tempo si annulla. I valori che hanno rappresentato e difeso fino in fondo i martiri sono valori che valgono per noi prima di tutto (…). Ne va del rispetto verso noi stessi.” “Credo – ha detto Lucio Bertè – che il dialogo con loro debba poter continuare in un posto degno di questo, cioè nel Giardino della Memoria e non in un parcheggio di 600 auto che sputano gas e rumori”.
Un luogo, quello di piazza Sant’Ambrogio, “che dovrebbe essere dedicato al silenzio, alla meditazione, alla preghiera per chi ci crede”.
Riflessione nel silenzio, quindi.
Dell’atto clamoroso compiuto da Lucio Bertè resta l’immagine evocativa ed emozionante della distesa di croci bianche, provocatorio e toccante appello alla riflessione, nel suggestivo silenzio della notte di Natale.

Quanto riportato delle parole di Lucio Bertè è tratto dall’intervista del 26 dicembre a cura di Cristiana Pugliese, di cui è pubblicato l’audio al link: http://www.radioradicale.it/scheda/369290/intervista-a-lucio-berte-incatenatosi-nel-cantiere-del-parcheggio-che-sta-distruggendo-il-cimitero-ad-mart (file scaricabile per tre settimane)

Per cronaca, foto e video: http://www.radicalimilano.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=7666:radicali-s-ambrogio-bertè-denunciato-esce-dal-cantiere-del-parcheggio-dopo-essersi-incatenato-per-55-ore-a-natale-e-s-stefano&Itemid=101

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