Vendonsi sepolcri nel parcheggio

Pubblicato: febbraio 14, 2012 in Uncategorized
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Riposavano in pace. Il rumore assordante di ruspe e perforatrici e i colpi di cazzuola, per quanto delicati, degli archeologi, hanno interrotto il loro riposo millenario. In piazza S. Ambrogio, a riconferma che l’area interessata dal parcheggio sotterraneo corrisponde e si sovrappone a quella dell’antico Coemeterium ad Martyres, sono ancora venuti alla luce tombe e resti di defunti.
Nonostante la Soprintendenza ai beni archeologici avesse inizialmente prescritto l’indagine completa dell’area interessata dal progetto e questa fosse prevista nel cronoprogramma dei lavori di realizzazione del parcheggio approvato dal Sindaco Albertini il 20 aprile 2006, parti della piazza erano rimaste finora inesplorate. Una di queste porzioni, a ridosso dei numeri civici 12, 14, 16, ha restituito oggi il suo tesoro, nascosto e rispettosamente custodito per secoli. Nel corso degli scavi di questi giorni, non è uno solo – come sembra – lo scheletro rinvenuto, adagiato nella nuda terra. Piccoli reperti, impacchettati e accumulati in una carriola lasciata tra le tombe ben riconoscibili nella loro forma, fanno supporre che altri resti, ossa probabilmente, siano stati già rinvenuti e rimossi.
Il tempo di uno sguardo e di un rapido scatto tra l’intrico di metallo e di plastica delle recinzioni, poi la tomba viene coperta con assi di legno. Sotto, il suo segreto di storia, fede, umanità.
Al di là della carreggiata che percorre longitudinalmente la piazza e il cantiere, tagliandolo a metà, analoghe scoperte erano già state effettuate nel 2005 in scavi di assaggio preliminari. La relazione del novembre 2005 della Società Lombarda di Archeologia, incaricata dei lavori di indagine, parla di nove sepolture individuate (tre in anfora, quattro in  nuda terra e due tombe a cassa di muratura) e nove fosse. I ritrovamenti del 2005 e quelli attuali comprovano la natura cimiteriale dell’area della piazza ora destinata ad essere frazionata in box da lanciare sul mercato.
L’uso funerario dell’area intorno alla basilica di S. Ambrogio è attestato dal I sec. a.C. e assume via via sempre maggior importanza fino a diventare – come sempre riporta la relazione archeologica – “una delle più importanti ed estese aree funerarie legate alla presenza di sepolture dei martiri cristiani: necropoli ad martyres”. S. Agostino (Confessiones, VI,2) ricorda come la madre Monica onorasse le tombe di questi martiri e come le fosse stato impedito, secondo le indicazioni del vescovo Ambrogio, il rito pagano, in uso in Africa, delle libagioni.
Nella zona sono localizzate – dice la relazione archeologica – “aree funerarie recintate, una memoria per la custodia dei Santi Naborre e Felice,e la basilica Faustae, presso cui lo stesso Ambrogio trasferisce i corpi del martiri Gervasio e Protasio per la veglia notturna”, dopo averli rinvenuti. Ed è qui, su questi resti santi, che nel 379 Ambrogio avvia l’edificazione della basilica che ne porta il nome. Sempre S. Agostino (Conf. IX,7) ricorda la traslazione delle reliquie nella basilica, avvenuta il 17 luglio 386, e i miracoli che l’accompagnarono.
La dislocazione delle sepolture, parallela alla fiancata della basilica, con il capo del defunto rivolto a meridione, fa “ritenere – sempre secondo la relazione – che il fulcro portante di questa porzione di cimitero fosse costituito dall’edificio ambrosiano stesso” (cui le sepolture sarebbero, quindi, successive), verso cui sono rivolti i defunti. Segno di devozione, di una venerazione antica, tramandata nel tempo, fino ad oggi.
E oggi? Le carrozzerie dei SUV prenderanno il posto di queste memorie sacre, in tanti box reclamizzati sulle pubblicità dell’impresa costruttrice?
Ripetutamente e a gran voce personalità eminenti e semplici cittadini sensibili al valore dei beni culturali e della memoria hanno chiesto che il progetto di parcheggio sotterraneo in piazza S. Ambrogio venisse revocato, non ultimo al Sindaco Pisapia, che questo aveva promesso in campagna elettorale. Promessa non mantenuta: “dieci milioni di costo di revoca sono troppi per il Comune di Milano”.
Ma qual è il prezzo della nostra più profonda memoria sacra, quale il valore di un luogo che rappresenta il fulcro costitutivo dell’identità milanese, detta appunto “ambrosiana”? La cifra per la revoca non ha mai avuto da parte dell’Amministrazione una seria e documentata verifica, la riflessione sull’assurdità di un parcheggio sotterraneo con posti a rotazione in piena Area C non è stata raccolta. Sul Corriere, edizione di Milano, dell’11 febbraio, l’Assessore ai Lavori Pubblici Lucia Castellano vanta giustamente la revoca del progetto di parcheggio in piazza Fontana: “sono emerse criticità legate al valore archeologico, storico, architettonico dell’area. Si è così voluto anche tutelare un luogo della memoria”.
E piazza S. Ambrogio? Nello stesso, unico, documento del 5 dicembre 2005 il Soprintendente per i beni architettonici Artioli dava parere nettamente negativo contemporaneamente ai progetti di piazza Fontana e piazza S. Ambrogio. La scelta di piazza S. Ambrogio vi è definita “inopportuna per la vicinanza del complesso di S. Ambrogio, riferimento simbolico e monumentale della città”.
I lavori di realizzazione del parcheggio procedono, ma, se è in fase di costruzione la “scatola” di cemento che costituisce la struttura portante esterna dell’autosilo, lo scavo non è ancora iniziato.
L’Amministrazione Comunale – se vuole, con tutta la forza contrattuale della sua posizione – può ancora fermare questo progetto che ha più volte criticato. Può salvare ancora il tesoro nascosto e inestimabilmente prezioso, oltre a quello intimo e simbolico, della nostra memoria.

Maria Bertolotti

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commenti
  1. piera antonelli ha detto:

    I cittadini di Milano devono difendere il luogo Santo e Storico, la Soprintendenza usare gli strumenti di sua competenza, l’encomiabile Comitato può promuovere una manifestazione cittadina nella certezza di poter fare uscire le persone dalle case e dagli uffici per sostenere insieme questa civile e religiosa battaglia. Una città che non difende i propri “tesori” è una città morta. Piera Antonelli

    • umberto tesoro ha detto:

      Vergognoso come il profitto fine a se stesso stia ferendo a morte uno dei luoghi più importanti della storia del cristianesimo. Come se si potesse parlare di morti di serie B solo perchè i loro corredi funerari non sono degni di nota…

      • Anna Carena ha detto:

        Una città che non sa custodire i propri tesori storici, difendere e valorizzare la storia delle proprie origini, è una città senz’anima, merceficata e ottusa, degna solo dei suoi orribili suv

  2. Anna Carena ha detto:

    Custodire i propri tesori storici, difendere e valorizzare la storia delle proprie origini è un vanto per una città che si vuole europea e all’avanguardia, una città a misura d’auto appartiene ormai ad una concezione passatista

  3. […] parcheggio sotterraneo c’era il Coemeterium ad Martyres. I ritrovamenti del febbraio 2012, di cui abbiamo parlato, non sono stati che una conferma. Adesso nuove conferme: gli scavi per la realizzazione del […]

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